Alison Jackson: Oltre la verità

by Dolores Pulella

Sin dalla sua origine, la fotografia è stata percepita come una traccia fedele di realtà e in questa caratteristica consisteva il suo miracolo; durante il suoi quasi due secoli di storia sono stati sempre più numerosi i fotografi che hanno intuito la potenza del medium, capace di rendere reali anche le immagini che dall’inconscio si fanno mentali, complice anche lo sdoganamento che in questo senso hanno operato gli artisti gravitanti attorno a Dada e Surrealismo.

ALISON MONROE, CONTACT SHEET, 2000

Si può dire che il percorso artistico di Alison Jackson, pluripremiata artista britannica, ruoti attorno alla capacità del medium fotografico di rendere la menzogna verità; qualunque scena può divenire realtà e quindi verità “schiacciando l’otturatore”. Questa magia della fotografia è utilizzata dalla Jackson per rendere reali pensieri che si sono fatti immagine nella mente di milioni di persone. L’artista, formatasi prima in scultura al Chelsea College of Art and Design e poi in fotografia al Royal College of Art di Londra, sin dai tempi del suo lavoro di diploma nel 1999, ha catalizzato la propria attenzione sul mondo delle celebrità, e su quanto questo sia considerato il pantheon della società contemporanea. Se in un primo tempo le sue fotografie non sono state ben accolte, durante la carriera al contrario è stata chiamata a collaborare con stampa e televisione, aggiudicandosi il premio British Academy Television Award nel 2003 per la serie in collaborazione con la BBC “Doublefake”.

Alison Jackson, Queen, Camilla, Kate Hair Salon, ©

L’operazione chiave del lavoro della Jackson consiste nel mettere in scena personaggi celebri della nostra epoca, come membri della royal family, politici e star internazionali, e calarli in situazioni imbarazzanti o di assoluta normalità, attraverso l’impiego di sosia che intercetta in giro per il mondo. Una volta preparata la mise en scène non resta che scattare la fotografia che viene poi sottoposta ad un accurato lavoro di post-produzione. I risultati sono talmente aderenti alla realtà che anche un occhio esperto può essere tratto in inganno. Così nascono i primi scatti di Lady Diana e Dodi Al-Fayed con un figlio mulatto, Marylin Monroe con il presidente J. F. Kennedy, G. W. Bush e T. Blair nella sauna, l’addio al nubilato di Camilla Parker Bowles, la regina Elisabetta in intimo, Kate Middleton e Meghan Markle mentre litigano furiosamente, solo per citarne alcuni. Sono scene che “almeno una volta ognuno di noi ha immaginato” afferma Jackson, e che assumono concretezza grazie al suo lavoro, appagando la sete voyeuristica di un pubblico bisognoso di rassicurazioni “per immagini”.

Alison Jackson , THE QUEEN ON THE LOO,  C Type Archival Print  
Alison Jackson, WILLS, KATE AND THE BABY IN THE BATH C Type Archival Print

Negli ultimi anni l’artista è stata attratta dalla controversa figura di Donald Trump. Nel novembre 2016 ha organizzato un flashmob di protesta con un sosia del presidente di fronte la Trump Tower a Manhattan, oltre ad averlo reso protagonista di diversi scatti provocatori in cui compare in atteggiamenti compromettenti, celebre quello particolarmente significativo con Miss Messico.

Alison Jackson , TRUMP SPRAY TAN C Type Archival Print

Nel lavoro della Jackson, da taluni definito “umoristico”, non manca una certa componente di protesta, di invito alla riflessione sui personaggi che decidono le sorti politiche a livello globale. É il caso della serie di fotografie che vede protagonisti Bush e Blair ai tempi della guerra in Iraq, o di quelle su David Cameron e Boris Johnson. Un umorismo condito da una certa dose di satira politica verrebbe da dire, una forma di protesta che si maschera di ironia. Oltre l’olimpo contemporaneo delle celebrities, nella serie “Disaster” l’artista ha indagato il sentimento di paura che ci assale quando mentalmente vediamo proiettati noi stessi in un incidente aereo, un attentato o l’affondamento di una nave, anticipando talvolta quella che sarebbe diventata realtà. Nonostante fotografia e video siano i media espressivi di predilezione, la Jackson ha sperimentato anche la scultura, materia del suo primo diploma, sempre con l’intento di confondere i piani di realtà e finzione; nascono così le sculture in silicone di G. W. Bush, D. Trump e la regina Elisabetta, esposte alla Tate di Londra e al Centre G. Pompidou di Parigi.

Alison Jackson , TRUMP COCKTAIL C Type Archival Print

I lavori di Alison Jackson fanno attualmente parte delle collezioni del MoMA San Francisco, del Royal College of Art di Londra, del Centre Pompidou di Parigi e del Musée de la Photographie di Charleroi, e sono stati esposti nei più prestigiosi musei, gallerie ed eventi internazionali quali Fotografiska Stockholm e Tallin, la Hayward Gallery, Paris Photo, la National Portrait Gallery di Londra, l’International Center of Photography di New York, la Biennale di Venezia, il Musée de la Photo di Montréal e la Kunsthalle di Vienna.