La fotografia di Awol Erizku / Vernacular Crossing

di Dolores Pulella

Classe 1988, Awol Erizku è un artista transmediale americano di origine etiope, cresciuto a New York nel quartiere del Bronx, ed oggi residente a Los Angeles. Ricordato in questi ultimi anni soprattutto in relazione alle fotografie scattate e pubblicate su Instagram nel 2017 alla cantante Beyoncé (8 milioni di “likes”), la sua opera andrebbe indagata ben al di là di questo episodio.

Erizku ha dapprima studiato presso la Cooper Union University di New York fino al 2010 cui è seguito un ulteriore periodo di formazione in Visual Arts all’Università di Yale (2014). Già dai tempi newyorkesi ha collaborato con artisti quali Lorna Simpson, Margaret Morton, Christine Osinski, e David LaChapelle, cui le tanto chiacchierate foto della celebre pop-star americana ne rispecchiano l’estetica. Erizku sin dal 2009 ha iniziato, attraverso la fotografia, un’operazione di riappropriazione iconografica dei capolavori dei grandi maestri della storia dell’arte tra rinascimento e barocco, nell’ottica di un rapporto strettamente personale con la propria cultura di origine, ovvero quella africana. La riscrittura in prospettiva storica che Erizku compie non vuole essere un’espressione limitante di una determinata etnia per farsene portavoce, ma documento della cultura a cui sente di appartenere. La serie di fotografie in cui l’artista trae ispirazione dai grandi capolavori dell’arte comincia con “Girl with a bamboo earring”, riprendendo “La ragazza con il turbante” (1665-1666) di Jan Vermeer, dipinto conosciuto anche con il titolo di “ragazza con l’orecchino di perla”; il soggetto della fotografia di Erizku è una contemporanea donna di colore che al posto della perla indossa un orecchino di bamboo. La stessa operazione viene compiuta con “la Nascita di Venere” di Botticelli (1483-1485). “La dama con l’ermellino” (1488-1490) di Leonardo che diventa una donna con un pitbull in braccio. La serie continua con il “Bacchino malato” (1593-1594) di Caravaggio, ed una progressione di topoi storico-artistici quali “la Madonna con Bambino” e le tizianesche Veneri distese, tra cui figura anche la stessa Beyoncé, quest’ultima soggetto di diversi scatti dell’artista. Alcune tra queste opere sono state presentate al pubblico nel primo solo-show di Erizku dal titolo “Black and Gold” tenutosi presso la Hasted- Kraeutler Gallery di New York nel 2012. Da questo momento ha inizio la sua ascesa e la seconda personale arriva nel 2014 in cui l’artista afferma la propria capacità di lavorare con diversi mezzi espressivi oltre la fotografia, mettendo insieme diverse tecniche e materiali nell’ottica di ridurre la distanza tra “High Art” e “Street Art”. Il titolo della mostra “The only way is up”, è ripreso da un album di Quincy Jones che i genitori di Erizku avevano l’abitudine di ascoltare, ma che lascia al pubblico diversi livelli di interpretazione, come la mostra stessa del resto, in cui si mescolano diversi riferimenti alla cultura Hip-Hop, oltre che a Duchamp, Donald Judd e David Hammons.

Il 17 maggio 2015 invece, i lavori di Erizku sono protagonisti della mostra-evento “Serendipity” presso il MoMA PS1 in collaborazione con PopRally, durante la quale vengono proiettati video ed esposte fotografie. Queste ultime rappresentano una sorta di natura morta composta da oggetti contemporanei e fiori, in cui costanti sono le allusioni alla cultura iconografica egizia ed in particolare al busto scultoreo della regina Nefertiti. In un’intervista, per spiegare questa puntuale presenza, l’artista ha rievocato un episodio di un suo viaggio in Etiopia; durante una tappa in Egitto, entrato in una piramide ha avvertito un sentimento viscerale ed ha capito che quella terra era davvero importante per lui. Per spiegare la gestazione di un’altra personale, la prima in Europa, Erizku ricorre sempre ad una sensazione avuta durante un preciso momento, ovvero quando ha sentito Trump parlare per la prima volta della necessità di ergere un muro di frontiera per evitare l’ingresso dei messicani negli Stati Uniti. È stato a quel punto, afferma l’artista, che ha avvertito l’esigenza di fare qualcosa, di esprimere il proprio disappunto in quanto cittadino americano che vive in California e che ha amici messicani. É nata da questa idea “Make America Great Again”, la mostra tenutasi durante la primavera 2017 presso la Ben Brown Gallery di Londra, che riprendendo il motto della campagna presidenziale del 2016 di Donald Trump, non poteva non suscitare un certo clamore, che oggi Erizku tende a ridimensionare come ha fatto per le fotografie della maternità di Beyoncé; non vuole essere ricordato in relazione a questi due episodi che hanno attirato l’attenzione mediatica, non è questo lo scopo del suo lavoro, che si prefigge l’obiettivo di dar voce al proprio background culturale. 

Nel 2018 la celebre rivista Forbes lo ha inserito Awol Erizku nella lista “30 Under 30” come uno degli artisti più influenti, e nel 2020 le sue fotografie saranno esposte nell’ambito della prima edizione newyorkese della celebre fiera internazionale di arte fotografica Paris Photo.

Dolores Pulella

Immagini > Awol Erizku studio © Courtesy of the artist