Tori Wranes / “Trollando” il mondo dell’Arte

di Paulina Brelińska

Qualche tempo fa uno spettacolo insolito ha catturato l’interesse dei media e provocato confusione fra i locali, tutto ciò causato da delle strane creature avvistate in un isola a sud della Thailandia.  Si è capito successivamente che la loro creatrice, Tori Wrånes, era stata in grado di trasportare la tradizione del folklore norvegese al di là dei confini della sua patria. Sebbene la visione di figure simili a troll che suonano il flauto sembra assurda, specialmente ai tropici, gli attori coinvolti e l’artista stessa sono riusciti a trasferire questa visione nella realtà. Al momento Wrånes è una delle personalità artistiche più riconosciute di tutta la scandinavia.  Lo scorso anno è stata invitata alla prima edizione della Thailand Biennale, caratterizzata dal tema “Edge of Wonderland”. L’artista decise di creare un’orda vivente di una specie misteriosa sull’isola di Krabi. Il gruppo di creature, al momento dell’avvistamento, era intendo a suonare dei presunti strumenti musicali “tradizionali” nella cava di Phra Nang. La performance ricade in quello spazio fra arte controversa e allo stesso tempo influente. Le azioni sono incomprensibili, coperte da un velo fiabesco e di mistero, ma è grazie a queste peculiarità che riescono a toccare profondamente e persino ad evocare emozioni estreme.

Non è una coincidenza che il lavoro messo in scena lo scorso anno alla Biennale in Thailandia possa essere considerato estremamente rappresentativo della produzione dell’artista. Nell’approcciare l’arte di Tori Wrånes si può avere l’impressione che il suo obiettivo segreto sia di “trollare” il mondo dell’arte. Nell’opera precedentemente menzionata ad esempio dei turisti casualmente imbattutisi nella performance sono rimasti profondamente affascinati dallo spettacolo e anche l’artista stessa crede che ogni essere umano abbia un “troll” all’interno di sé. 

Tori Wrånes, Mom, don’t you miss the real me, 2015, silicon, gel, pigment, wood, cotton tracksuit, trainers, socks. Legs- 62 x 88 x 55 cm, Body- 100 x 70 x 67 cm. Courtesy- Carl Freedman Gallery, London

Alcuni degli spazi espositivi in cui Wrånes ha avuto opportunità di esibire la sua arte, per esempio la Zamek Ujazdowski di Varsavia, sono stati trasformati in luoghi magici e pieni di marcati simbolismi nordici. Curiosamente, l’esposizione di figure di troll delle sue mostre sono state chiamate dai critici polacchi “esibizioni impregnate di malvagità”. Si può dire che la sua attitudine sia piuttosto distante dai meccanismi che governano il sistema del mondo dell’arte. Le opere di Wrånes vogliono descrivere gli aspetti più tetri dell’umanità. Sfruttando i suoi trascorsi teatrali riesce a implementare scenari incredibilmente sorprendenti, che, lei afferma, la aiutano a “riorganizzare il mondo per creare più libertà”. Questa è una caratteristica particolarmente importante in un tempo in cui si vogliono rivalutare le relazioni umane con le altre forme di vita, non solo nelle teorie umanistiche ma anche nell’arte contemporanea. Perché i troll del mito norvegese, secondo la credenza tradizionale, sono in grado di provocare danni alle persone e agli animali, sono entità maligne e sgradevoli. La loro presenza nel mondo dell’arte può personificare non solo le qualità negative dell’uomo in generale ma anche le professioni individuali, come quella dell’artista, del curatore o dei critici (quasi fossero truffatori). I personaggi negativi diventano d’allarme, una morale fiabesca aperta a interpretazione. Perché dietro ogni leggenda, anche la più strana, c’è un fondo di verità.

SIRKLING, Tori Wrånes 2017, Photography- Anne Bjorgli

Tori Wrånes Handmade Acoustics exhibition view at the Ujazdowski Castle Centre for Contemporary Art, Photo- Pat Mic

I troll del folklore norvegese amano raccogliere oggetti preziosi e metalli come l’argento e l’oro che, secondo la comune interpretazione, possono simboleggiare la mercificazione commerciale dell’arte e il bisogno dell’artista di rimanere all’interno del mercato. L’artista è anche regolarmente percepito nella società come una figura con una sensibilità particolare del reale. È possibile che le creazioni di Wrånes simboleggino niente di meno che la personificazione della figura dell’artista in sé che si confronta faccia a faccia con la realtà al di fuori dell’arte che egli stesso incarna. Mettendosi al cospetto del pubblico in un bizzarro costume di scena che agisce come guscio protettivo. In questo contesto la performance nell’isola thailandese di Krabi e il fascino provocato in così tanti osservatori, diventa ancora più potente e si può dire che, implicitamente, l’artista sembra essere ancora più prezioso grazie alla sua esaltazione della diversità.

Non c’è dubbio che i troll di Wrånes portino con sé un grande bagaglio di significato e suscitino dibattito nei circoli dell’arte. In effetti le sue azioni provocano discussione persino quando si prova a effettuare la più semplice analisi delle sue creazioni artistiche.

Paulina Brelińska