Lunedì 8 e martedì 9 aprile, dalle ore 9.30 alle ore 18, si svolgerà a Villa Medici e alla la Bibliotheca Hertziana un convegno internazionale organizzato dall’Accademia di Francia in collaborazione con la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la Storia dell’arte e dall’Università Roma Tre (Dipartimento di Studi umanistici). I due giorni di incontro propongono una riflessione sul modo in cui le arti contemporanee hanno affrontato la pesante eredità dei fascismi europei: tra memoria e oblio, ma anche tra continuità e rotture, tra interrogazione e protesta, tra esplorazione iconografica e consapevolezza storica. La prospettiva europea permette di estendere la cronologia e invita a indagare il fascismo nei suoi vari aspetti, tanto come evento storico quanto come meccanismo politico e rituale del potere. Le conseguenze storiche del fascismo hanno avuto un ruolo importante nella formazione del progetto politico europeo. La memoria del fascismo ha avuto un impatto talvolta violento, talvolta più sottile e complesso, tanto sulla vita quotidiana dei cittadini europei quanto sull’elaborazione intellettuale. Interrogare la storia è stato per molti artisti un modo per affrontare la memoria traumatica del passato. Il focus del simposio si concentra sulle strategie adottate dai protagonisti (artisti e artiste)  sul tipo di relazione intessuta con il passato dalle diverse generazioni, sia in qualità di testimoni che di eredi della memoria di chi ha vissuto sotto la dittatura. La scelta del medium e degli oggetti è da leggere in relazione alle diverse arti e alle tecniche che danno forma alla visualità contemporanea.

Il Comitato scientifico di questi due importanti appuntamenti è composto da: Luca Acquarelli (CNRS-EHESS), Laura Iamurri (Università Roma Tre), Patrizia Celli (Accademia di Francia – Villa Medici), Tristan Weddigen (Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte).

Fabio Mauri, Il Muro Occidentale o del Pianto, 1993, valigie, borse, casse, involucri in cuoio, tela e legno, cm. 400x400x60 I punti cardinali dell‘arte, 45° Biennale di Venezia, 1993, foto: Graziano Arici © Opera: Fabio Mauri con citazione di parte di fotografia Ebrea, 1971 di Elisabetta Catalano relativa all’opera di Fabio Mauri Ebrea, Courtesy the Estate of Fabio Mauri and Hauser & Wirth

 

 

Le conseguenze storiche del fascismo hanno avuto un ruolo importante nella formazione del progetto politico europeo. La memoria del fascismo ha avuto un impatto talvolta violento, talvolta più sottile e complesso, tanto sulla vita quotidiana dei cittadini europei quanto sull’elaborazione intellettuale. Interrogare la storia è stato per molti artisti un modo per affrontare la memoria del passato traumatico sia nei termini di un confronto sporadico, sia facendo di quell’interrogativo l’oggetto centrale del loro lavoro. Dopo il convegno internazionale organizzato a Roma nel 2018, dedicato al Fascismo italiano nel prisma delle arti contemporanee. Reinterpretazioni, montaggi, decostruzioni (Università Roma Tre, 5-6 aprile 2018), si estende l’indagine oltre l’Italia, prendendo in considerazione la rielaborazione artistica delle differenti forme di dittatura che hanno tratto ispirazione dal regime fascista e che si sono insediate al potere in vari paesi, prima e dopo la Seconda Guerra Mondiale. La prospettiva europea permette di estendere la cronologia e invita a indagare il fascismo nei suoi vari aspetti, tanto come evento storico quanto come meccanismo politico e rituale del potere. Se da una parte tale prospettiva offre la possibilità di un’analisi comparativa per comprendere meglio le strategie artistiche di rielaborazione, dall’altra essa solleva necessariamente il problema teorico della diversità dei fenomeni storici ai quali le opere d’arte fanno riferimento. Le varie forme in cui l’arte contemporanea si è confrontata con l’eredità del fascismo, tra memoria e oblio, in relazione a continuità e discontinuità, interrogazione e protesta, ricerca iconografica e consapevolezza storica, costituiranno quindi le traiettorie centrali del convegno. Ci si interrogherà principalmente su come l’uso di determinati media artistici possa dare forma alla relazione con il passato, attraverso meccanismi di montaggio, anacronismi,re-enactement che si manifestano nelle differenti estetiche del contemporaneo. Questo include anche la storia materiale degli artefatti come oggetti di collezionismo, considerando criticamentelo sguardo apparentemente distante della storiografia artistica.

Accademia di Francia a Roma – Villa Medici
· viale Trinità dei Monti 1, 00187 Roma
Lunedì, 8 aprile, 2019

09.30 apertura del convegno – saluti istituzionali
Stéphane Gaillard, direttore ad interim, Accademia di Francia a Roma – Villa Medici / Manfredi Merluzzi, direttore del Dipartimento di Studi Umanistici, Università Roma Tre

10.00 introduzione
Laura Iamurri, Dipartimento di Studi Umanistici, Università Roma Tre

10.30 Lutz Klinkhammer, Deutsches Historisches Institut in Rom
la memoria del fascismo e del nazismo e l’arte contemporanea

11.00 discussione

11.15 pausa

11.30 pierre Bouchat, Université de Louvain
Fascisme en italie et Radical design: une anamnèse postmoderne

12.00 Carlotta Sylos Calò, Università degli Studi di Roma Tor Vergata / Udite, Udite! Il Linguaggio è guerra. / Bruno munari e Fabio mauri a confronto con la presenza e la memoria del fascismo12.30 discussione

13.00 pranzo (per relatori)
14.30 moderazione: Luca Acquarelli, École des Hautes Études en Sciences Sociales, CNRS / Danièle Cohn, Université Paris 1 – Panthéon-Sorbonne – Artistes et passé nazi dans l’allemagne d’après-guerre

15.00 Paula Barreiro Lopez, Université Grenoble Alpes
The fate of memory in Spain: artistic practices and fascist heritages

15.30 discussione

16.00 pausa

16.30 Sophie Knezic, University of Melbourne, RMIT University
Omnipotent Flesh: andreas mühe’s Restaged Fascist aesthetics

17.00 Moderazione: Maria BreMer, Bibliotheca Hertziana / Julian Rosefeldt Artist talk My home is a dark and cloud-hung land

18.00 discussione

 

Bibliotheca Hertziana, Villino Stroganoff
· via Gregoriana 22, 00187 Roma
Martedì, 9 aprile, 2019

09.30 saluti istituzionali
Tristan Weddigen, direttore esecutivo, Bibliotheca Hertziana

10.00 Moderazione: Giorgia Gastaldon, Bibliotheca Hertziana / Angela Mengoni, Università Iuav di Venezia L’immagine-reagente. Dalle “icone dell’annientamento” a una cartografia dell’elaborazione

10.30 MassiMo Maiorino, Università degli Studi di Salerno
Signal: costruzione e decostruzione della storia nei “collage de hasard” di Christian Boltanski

11.00 discussione

11.30 pausa

12.00 Luca Acquarelli, École des Hautes Études en Sciences Sociales, CNRS
L’eredità del corpo politico dittatoriale: note per uno studio comparatistico nell’arte del “contemporaneo”

12.30 discussione
13.30 pranzo (per relatori)
14.30 moderazione: Tristan Weddigen, Bibliotheca Hertziana / Petra Rau, University of East Anglia
The Purging of the Art Temple: on the legacies of Fascist art and Racial policy

15.00 Leonida Kovac, University of Zagreb
From Renaissance onwards: Through Reading Sebald and Farocki

15.30 discussione
16.00 pausa
16.30 moderazione: Angela Mengoni, Università Iuav di Venezia / Irene Gerogianni, University of Ioannina, Performance art and the Fragmented Body of Greek politics during the military Dictatorship (1967-1974)

17.00 Julie Sissia, Sciences Po Paris
Installation, histoire et mémoire allemande. Jochen Gerz et Wolf Vostell à l’aRC-musée d’art moderne de la Ville de paris (1974-1975)

17.30 discussione

18.00 Luca Acquarelli, École des Hautes Études en Sciences Sociales, CNRS / Conclusioni

 

*Gli ingressi sono gratuiti al pubblico sino a esaurimento posti

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