DAN GRAHAM, FASHION AND ARCHITECTURE

Francesca Minini, Milano
fino al 4 maggio 2019
Da una fascinazione per la moda e l’architettura, di cui Milano è capitale riconosciuta a livello internazionale, nasce il progetto espositivo di Dan Graham, che per la seconda mostra da Francesca Minini mette in dialogo opere video, testi e disegni affiancati dai suoi over-sized model pavilion.

DAN GRAHAM Installation view at Francesca Minini, Milan

Pioniere dell’arte concettuale, Dan Graham esordisce negli anni Sessanta con atti performativi, accompagnati da opere site-specific, film e video installazioni. La sua ricerca da sempre è affiancata da un’intensa pratica di scrittura, iniziata con le prime opere concettuali pubblicate su numerose riviste, fino ad arrivare ai testi di analisi sociale e culturale caratterizzati da un particolare interesse per la musica e la cultura pop.

DAN GRAHAM Installation view at Francesca Minini, Milan

Negli anni Settanta il lavoro dell’artista evolve verso un’indagine delle interazioni sociali e dei confini tra lo spazio pubblico e quello privato, attraverso padiglioni e progetti architettonici che raggiungono fama internazionale. Partendo dal concetto di intersoggettività, i padiglioni di Dan Graham creano degli spazi dialettici in cui il fruitore è contemporaneamente attore e spettatore, in un continuo gioco di riflessi e trasparenze. In questa dinamica di immagini che si sovrappongono, emerge l’esigenza di volgere lo sguardo oltre, di proiettarsi verso l’esterno, sia che si tratti di un paesaggio naturale, urbano o di uno spazio espositivo.

DAN GRAHAM Installation view at Francesca Minini, Milan

Concepiti come opere scultoree, gli over-sized model pavilion dialogano con i disegni, i collage e gli scritti pensati per il progetto della boutique londinese di Liza Bruce.

DAN GRAHAM Installation view at Francesca Minini, Milan

Ulteriore importante legame con il mondo della moda è il padiglione realizzato per la sfilata di Céline a Parigi durante la settimana della moda del 2017. In mostra, il video del défilé evidenzia come il corpo in movimento delle modelle segua la sinuosità dei suoi vetri semi-specchianti e delle pareti traforate.
Nell’ultima sala della galleria, il video Don’t Trust Anyone Over 30. Il lavoro, originariamente presentato come un vero concerto rock’n’roll di marionette, è ambientato negli anni Settanta, quando il movimento hippie si spostò dalle campagne per andare a popolare le città. Per Dan Graham quest’opera rappresenta lo strumento di condivisione per tutti i nonni e i padri dell’epoca hippie che desiderano trasmettere ai loro nipoti e figli i ricordi del fermento culturale di quegli anni.

DAN GRAHAM Installation view at Francesca Minini, Milan