Due importanti mostre per Alberto Di Fabio, tra Italia e Francia

Tutundjian / Alberto Di Fabio
Fondazione Bullukian, Lione
PROROGATA FINO A FINE MARZO 2019

Dopo due anni di lavoro, la Fondazione Bullukian apre il suo centro artistico con la presentazione di una serie di opere di Léon Tutundjian che interagiscono con quelle di Alberto Di Fabio.

Presente in grandi collezioni pubbliche e private, il lavoro di Leon Tutundjian (1905-1968) sta gradualmente diventando un importante contributo alla storia dell’arte tra le due guerre. Membro fondatore dei movimenti Concrete Art (1930) e Abstraction-Creation (1931), ha partecipato attivamente allo sviluppo dell’arte astratta geometrica, ed è uno di quei rari artisti aperti all’idea di sintesi tra astrazione e surrealismo, ragione ed emozione, forme costruite e forme organiche, dando vita a affascinanti visioni biomorfe.

Come quella di Leon Tutundjian, la pittura di Alberto Di Fabio è arte astratta e arte gestuale, ma piena di riferimenti concreti e scientifici, ispirati tanto all’astronomia quanto alla biologia, al macro e il micro cosmo e alla spiritualita’.

Per diversi anni, Alberto Di Fabio ha costruito il suo lavoro nella costante ricerca di un respiro cosmico per mostrarci mondi meravigliosi in cui neuroni e fotoni, stelle e galassie si sovrappongono in combinazioni fluide, vivaci e colorate. Alla confluenza dell’arte e della scienza, queste due opere toccano l’enigmatico ciclo della vita.

Questa mostra è realizzata in collaborazione con la Léon Tutundjian Foundation e la UGAB France.

Immagini > installation view Tutundjian / Alberto Di Fabio, Fondazione Bullukian 2019, courtesy Alberto Di Fabio, Fondazione Bullukian

Gaggenau & cramum
TRASCENDENZA
personale di Alberto Di Fabio
Gaggenau Hub, Milano
fino al 1 Aprile 2019

La personale dell’artista Alberto Di Fabio “Trascendenza” a cura di Sabino Maria Frassà, da Gaggenau DesignElementi HUB a Milano,  è l’occasione per conoscere una raccolta di opere provenienti dalla collezione privata dell’artista e incentrate sul legame tra materia e immaterialità .

Come spiega il curatore Sabino Maria Frassà, “Alberto Di Fabio è il pittore dell’infinito invisibile. E’ un artista che non si accontenta di dipingere il cielo cosi come lo vediamo, ma va oltre e analizza l’infinito, sia esso interiore che astrale […] L’oro delle opere di “Trascendenza” rappresenta la ricerca della luce, della purezza dell’anima, che permette di distaccarsi e infine trascendere la materia stessa. “Brain Stone”, “Corpo di luce”, “Corpo astrale”, “Corpo aurico”, “Veicoli di coscienza”, “Individuo magnetico” sono i titoli di alcune di queste opere, che ci introducono in un mondo di bellezza, energia matematica e spiritualità. Di fronte a queste opere lo spettatore riesce a sperimentare una sorta di trance visiva, trascendere il reale e intraprendere un viaggio onirico verso mondi paralleli lontani nello spazio e nel tempo”.

L’oro adoperato per le opere presentate in “Trascendenza” porta fino all’estremo tale concezione della realtà . L’oro era del resto considerato dagli antichi egizi la materia costitutiva del sole e della luce: allo stesso modo queste opere, non così frequenti nella produzione artistica di Alberto Di Fabio, sono opere preziose, intime e di sintesi. L’oro a cui vuole giungere l’artista non è ovviamente il materiale prezioso, ma è la luce, la purezza dell’anima, il riuscire a distaccarsi e infine trascendere la materia stessa. “Brain Stone”, “Corpo di luce”, “Corpo astrale”, “Corpo aurico”, “Veicoli di coscienza”, “Individuo magnetico” sono i titoli di alcune di queste opere, che ci introducono in un mondo di bellezza, energia matematica e spiritualità . L’artista spiega queste opere in modo poetico e sibillino, come fosse erede di un antico alchimista: “La mente ci mente, mentre l’anima ci connette con l’universo quantico.

La mostra è promossa dal noto brand del design Gaggenau insieme al progetto non-profit CRAMUM

Alberto Di Fabio

Nasce ad Avezzano (AQ) nel 1966. Nel 1989 partecipa con due serie di opere, “Montagne rosse” e “Fusioni minerarie”, ad una mostra collettiva promossa dalla Galleria Alessandra Bonomo di Roma. In tale occasione conosce Sol Lewitt e Alighiero Boetti, che acquista una sua opera e che sarà suo mentore nei primi anni della sua carriera artistica. Dopo la sua prima personale in Italia nel 1994 a Roma seguono mostre personali in tutto il Mondo: nel 1996 al Rupertinum di Salisburgo, nel 1997 al Kunstverein di Bregenz, nel 2012 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, nel 2013 alla Estorik Collection di Londra e alla Mairie du 4eme di Parigi, nel 2014 al CERN di Ginevra e Castel Sant Elmo Napoli, nel 2015 al MART di Rovereto e al Macro Testaccio di Roma, infine nel 2019 alla Fondazione Bullukian di Lione. Da anni collabora con diverse galleria tra cui Luca Tommasi a Milano, Umberto Di Marino, Napoli, e con la Gagosian Gallery, che gli ha dedicato numerose mostre personali (a Londra nel 2002 e nel 2007, a Beverly Hills nel 2004, a New York nel 2010, ad Atene nel 2011 e a Ginevra nel 2014). Dal 2014 collabora infine con CRAMUM, con cui partecipa a numerose mostre collettive in Italia e all’estero.