Solo il ponte sospeso sulla Turbine Hall permette di ammirare “Empty Lot”, opera complessa e immersiva di Abraham Cruzvillegas. Un enorme pavimento galleggiante composto da 240 fioriere triangolari riempite di terriccio. 

Installation view of Abraham Cruzvillegas’ Hyundai Commission 2015, Empty Lot. Ph. Andew Dunkley, courtesy of TATE 2015

 

Installation view of Abraham Cruzvillegas’ Hyundai Commission 2015, Empty Lot. Ph. Andew Dunkley, courtesy of TATE 2015

 

 

Nessuna di loro è uguale all’altra, sia per la consistenza che per il luogo d’origine, diventando così tante uniche voci e storie da raccontare. Cruzvillegas raccoglie la sfida esperienziale di avvolgere l’osservatore, in una infinita raccolta di sguardi che non riescono però a restituire l’insieme. Tanti i dettagli che si annidano in ogni angolo, sia per i materiali utilizzati che per la scelta della loro disposizione d’insieme, rendendo così l’opera incompleta almeno alla vista. La pace e la maestosità di questo luogo però vogliono lasciare un messaggio di speranza e consapevolezza che le future generazioni dovranno avere nei confronti della vita e della sua imprevedibilità.

Installation view of Abraham Cruzvillegas’ Hyundai Commission 2015, Empty Lot. Ph. Andew Dunkley, courtesy of TATE 2015

 

 

Hyundai e Tate Modern hanno ufficialmente inaugurato lo spazio espositivo “Hyunday Commission” nel cuore della prestigiosa galleria di arte moderna e contemporanea: è un progetto di sponsorizzazione a lungo termine che impegnerà l’azienda sudcoreana e la galleria fino al 2025 con l’intenzione di accogliere più artisti e correnti concettuali. 

Installation view of Abraham Cruzvillegas’ Hyundai Commission 2015, Empty Lot. Ph. Andew Dunkley, courtesy of TATE 2015

 

 

Questo si rivela il luogo ideale per ospitare la composizione di Cruzvillegas. Grazie all’adattamento degli spazi che sono pensati per una mostra in costante divenire, Empty Lot può essere visitata nelle sue varie fasi di cambiamento. Perché ogni vaso non solo vuole raccontare la diversità tra le parti, dipingendo così una metafora della nostra società, ma vuole affrontare la tematica del cambiamento più a fondo. Quello che più spaventa la società odierna, e che Cruzvillegas rappresenta in maniera eccellente nella sua opera, è la perdita del controllo, della visione d’insieme. Così resta solo la speranza di confidare nel prossimo come partecipe al cambiamento, che possa venir coinvolto nel processo di costruzione del sé e del proprio spazio specifico nel mondo. In questa convivenza quasi forzata che tutti questi vasi sembra debbano subire quotidianamente si può intravedere invece il tenersi stretti l’uno con l’altro, in una combinazione geometrica che si perde nella vista di chi la osserva.

Martha Pulina

X