13 Ottobre, 2018 – 12 Gennaio, 2019
Gagosian, Roma

L’arte di Sze utilizza vere e proprie strutture generative, nelle quali intricati sistemi di elementi uniscono costellazioni di immagini attraverso molteplici dimensioni e medium, dalla scultura alla pittura, al disegno, all’incisione e alla video-installazione. Operando su un’inesauribile scorta di materiale tratto dalla vita quotidiana, Sze, nota per aver trasformato radicalmente le possibilità della scultura, analizza l’aspetto e la natura di tutto ciò con cui viene a contatto e lavora per proteggerli, alterarli o amplificarli. Allo stesso modo le sue immagini, selezionate tra innumerevoli fonti primarie e secondarie, mutano nel passaggio dallo schermo adattandosi ad ogni altra forma di supporto fisico, o semplicemente manifestandosi come luce.

Con una video installazione, l’ultima della serie Timekeeper iniziata nel 2015, Sze trasformerà l’ovale della galleria in una grande “lanterna magica”, un ambiente immersivo sospeso tra i mondi della scultura e del cinema. In queste indagini sull’immagine in movimento, allo stesso tempo comunicative ed intime, Sze esplora tempo, spazio, distanza e costruzione del ricordo tramite un flusso ipnotico di immagini proiettate, sia personali che trovate. Come una sorta di “Caverna di Platone” il nuovo lavoro confronta il visitatore da diversi punti di vista simultaneamente: immagini in movimento di persone, animali, scene e azioni accadono, baluginando ed orbitando casualmente, come avviene nel pensiero o nella vita stessa.

La luce si materializzerà anche tramite macchie di colore applicate direttamente dall’artista sul pavimento come opera in situ: un trait d’union tra l’ovale oscurato trasformato in video gallery e lo spazio attiguo destinato ai dipinti realizzati di recente. In questa nuova serie di dipinti Sze ha adattato la sensibilità del suo linguaggio scultoreo alle caratteristiche del supporto piano del collage. Con delicati ma corposi strati di pittura, inchiostro, carta, stampe e oggetti, le tre dimensioni della scultura aderiscono alla bidimensionalità del collage. Qui il colore trae le sue energie sostanziali tanto dall’essenza stessa delle immagini trovate quanto dalla pittura e dall’inchiostro. Superfici statiche, macchie e vortici cosmici emergono dal materiale d’archivio e dal lavoro quotidiano dell’artista nel suo studio in infinite mutazioni visive che collidono e si sovrappongono in un’abbondanza di dettagli.

Images > Courtesy Gagosian, ph. Matteo D’Eletto, M3 Studio

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