Prorogata fino al 19 Gennaio 2019
Galleria Edieuropa, Roma

Con oltre quaranta opere tra pittura (collages, smalti, pastelli, bitume, encausto) e scultura (stoffa, cartone, metallo, masonite), la mostra vuole rendere omaggio al geniale e poliedrico artista pugliese, uno dei più importanti esponenti dell’arte povera italiana, nel giorno del suo compleanno e rientra nel circuito delle numerose manifestazioni culturali in occasione del cinquantenario dalla sua precoce scomparsa. Scultore, scenografo, grafico pubblicitario e performer, Pino Pascali è noto al pubblico e alla critica internazionale per aver saputo coniugare, in modo geniale e creativo, forme primarie e mitiche della cultura e della natura mediterranee, con le forme infantili del gioco e dell’avventura. Dal punto di vista pittorico, ben presenti in mostra sono gli “Animali della preistoria, dello zoo e del mare” con opere come Rinoceronte e Giraffa, Conchiglia, Coccodrillo e Muflone, tutti del 1964, Balena Mare Mare ed Orso, entrambi del 1964-65; i famosi “Giocattoli di guerra” come Soldatino del 1963, Cannone e Missile, entrambi del 1964-65, e Soldato del 1966 e le celebri “Maschere” : Moschettieri, Hawaiane e Robot del 1963, Arlecchino del 1964. Costante è inoltre il rimando alle icone della dilagante cultura di massa, come il fumetto, la moda, il cinema – con Movie Movie del 1967 – ben rappresentato anche attraverso le sue ‘false sculture’, realizzate con materiali fragili ed effimeri: Milord del 1965 e Soldato del 1966. Originale è poi la sua risposta critica alle nuove tendenze che venivano dall’America, in primis dalla Pop Art, con l’opera su tavola Jasper del 1964.

Pino Pascali, Jasper, 1964

 

La mostra “PINO PASCALI geniale fluidità” intende dunque porre l’accento sulla poliedricità tematica e creativa dell’artista pugliese, capace – come pochi – di esprimersi attraverso linee espressive così diverse fra loro. Un aspetto spesso sottovalutato di Pascali è la sua attività di grafico per la pubblicità cinematografica e televisiva, svolta ininterrottamente dal 1958 al 1968. Come sottolineato da Claudia Lodolo in catalogo “Pino Pascali ha lavorato su commissione per la PROA, per la INCOM, per la RAI, accanto a Cesarini da Senigallia, e soprattutto con Sandro Lodolo, prima in società con Ermanno Biamonte, poi con Massimo Saraceni con cui fondò la Lodolo-Saraceni Cinematograficae, dopo lo scioglimento di questa, seguendo Sandro Lodolo, con la Lodolofilm. Il materiale raccolto e conservato è la testimonianza di un percorso graduale, costante e determinato alla ricerca di un sintetismo giocato sul rigore della forma e sulla fantasia infantile che in Pino coabitano insieme, dando forma ad opere che si sviluppano sempre dal ricordo irruente dei giochi di quando era bambino”. Tra le opere esposte in galleria, le Scenografie per l’Algida del 1959-60 ed alcune fotografie in bianco nero scattate per i numerosi “Caroselli” – studiati, progettati e curati in quegli anni – mostrano come il lavoro su commissione di Pascali nel campo pubblicitario abbia effettivamente offerto “un’importante base stilistica e di indagine espressiva sulla quale si andrà via via costruendo il suo estro e la sua espressività scultorea”.

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