London Shadow. La rivoluzione inglese da Gilbert & George a Damien Hirst

Dal 19 ottobre 2018 al 20 gennaio 2019.

GALLERIE D’ITALIA – PALAZZO ZEVALLOS STIGLIANO, Napoli

La mostra London Shadow. La rivoluzione inglese da Gilbert & George a Damien Hirst racconta, attraverso ventitré opere, lo spirito di rinnovamento artistico che prende avvio in Gran Bretagna tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta sotto il nome di YBA (Young British Artists). Alla fine del decennio, poco più che ventenni e ancora studenti, questi giovani artisti intravedono finalmente la possibilità di rompere con la “vecchia” generazione e imporre con prepotenza segni, messaggi e codici espressivi davvero nuovi. Leader del movimento è Damien Hirst, personaggio carismatico, irriverente e provocatorio che nel 1988 organizza la prima mostra, Freeze, allestita negli ex uffici portuali dei Docks di Londra.

Damien Hirst

 

Ispirata al titolo di un’opera di Gilbert & George – il “duo terribile” attivo fin dalla fine degli anni ’60 e precursori di quelle temperature irriverenti che caratterizzeranno la seconda metà degli anni ’80 – la mostra London Shadow riassume facilmente tensioni, ambiguità, vitalismo e contaminazioni della cultura inglese degli ultimi decenni, fino a oggi.

Gilbert & George, London shadow (2009) Courtesy Galleria Alfonso Artiaco, Napoli @Gilbert&George

 

Esposte a Palazzo Zevallos Stigliano tre opere di Damien Hirst, tra cui Problems, concessa eccezionalmente in prestito dallo stesso artista e proveniente dal suo studio di Londra, nonché le tele di Jason Martin, Ian Davenport, Marc Quinn e Julian Opie, le serie fotografiche di Darren Almond, l’installazione minimalista di Liam Gillick, la scritta Things di Martin Creed, e ancora il riflessivo lavoro di Gillian Wearing, le fotografie cieche di Douglas Gordon, gli interventi di Mat Collishaw e Gavin Turk. A completare il percorso espositivo anche le esperienze delle giovani artiste donne della YBA che esaltano i temi del femminismo sfiorando la cattiveria e la sessualità esplicita. È il caso dei neon di Tracey Emin, delle sculture di Sarah Lucas, dell’installazione video di Sam Taylor-Wood.

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