IL BANKSY COMPLOTTO DELLA TELA DISTRUTTA

Come prevedibile il web è impazzito con teorie e speculazioni riguardo quello che sembra essere uno degli stunt più riusciti nell’epoca recente dell’arte contemporanea.

 

L’opera di Banksy “Girl with Balloon” si è autodistrutta lo scorso venerdì da Sotheby’s a Londra.

 

Lo scorso venerdì l’iconica opera di Banksy “Girl with Balloon” è stata battuta all’asta da Sotheby’s a Londra e, istanti dopo essere stata venduta per $1.3 milioni, la tela ha cominciato ad “autodistruggersi” passando attraverso un meccanismo tritadocumenti che era nascosto nella cornice.
Le persone presenti all’evento sono rimaste scioccate e senza fiato alla vista inaspettata di quello che sembra essere uno dei più riusciti stunt nella storia recente dell’arte contemporanea.
La notizia è stata riportata da tutti i principali organi di stampa, giornali, tv, e, ovviamente, è diventata virale sui social media dove Banksy ha trovato l’approvazione di molti utenti che hanno espresso il loro disprezzo per il mondo del mercato dell’arte.
Ma alcuni hanno cominciato a chiedersi come fosse possibile che una performance tanto elaborata fosse stata pianificata con così tanti anni d’anticipo (dopotutto l’opera è stata realizzata nel 2006), Banksy era presente all’asta? E la casa d’aste era anch’essa coinvolta?

 

 

L’artista, dopo aver commentato l’accaduto con un’immagine dell’accaduto accompagnato dalle parole “Going, going, gone…”, ha postato domenica un video per spiegare come avesse deciso di installare un distruggidocumenti all’interno della cornice per distruggere la tela nel caso in cui l’opera fosse stata messa all’asta, esprimendo il suo storicamente noto disappunto verso le gallerie d’arte che rivendono i suoi lavori.
Ovviamente è facile dire che ora, dopo ciò che è successo, “Girl with Balloon” è diventata un’opera ancora più desiderata e, sebbene a brandelli, è stata definita come un’istantanea degna di essere considerata storica dal mondo dell’arte.

Questo ha contribuito a far esplodere il dibattito fra gli amanti dell’arte e fra gli addetti ai lavori, com’è Banksy di fatto riuscito nella sua impresa?
Secondo alcune fonti sembra che il meccanismo sia stato azionato attraverso l’uso di un telecomando da una persona presente fra il pubblico e alcuni testimoni sono convinti di aver visto un uomo con un dispositivo fra le mani dopo che le lame erano state azionate.
Quindi sembriamo essere davanti a un congegno radiocomandato ma, se questo è il caso, com’è stato possibile alimentarlo? Beh, la prima cosa che viene alla mente sono… batterie!

Non sembra esserci nulla di visibile che alimenta la cornice e nemmeno cavi che fuoriescono dalla stessa, possono delle batterie mantenere la carica per 12 anni in attesa di venire attivate? Sì, è possibile, per quanto sembri improbabile. Ma anche ammettendo possibile questo scenario rimane il problema dell’attivazione, come era alimentato il ricevitore se questo doveva evitare che le batterie del meccanismo si scaricassero? Forse è stato attivato solo alcuni giorni prima dell’asta? Non lo sappiamo e non sembra al momento esserci una teoria convincente in grado di spiegare appieno il funzionamento dell’opera.

 

Banksy mostra come ha costruito un distruggidocumenti all’interno della cornice dell’opera in un video postato su Instagram domenica.

 

Oppure magari non si è trattato di un dispositivo alimentato a batteria, è possibile che la carica fosse data da un congegno meccanico, e che questo abbia così potuto mantenerla immagazinata per molti anni senza particolari problemi ed è stata rilasciata da un innesco collegato al ricevitore e a un interruttore che è stato attivato recentemente.
Alcuni hanno persino ipotizzato che la tela non sia affatto andata distrutta ma che una copia precedentemente preparata sia stata spinta fuori dalla cornice mentre l’originale veniva nascosta e preservata all’interno.

Le teorie complottiste ovviamente non finiscono qui, in tanti sembrano convinti del fatto che Sotheby’s deve avere avuto un ruolo diretto nel pianificare assieme a Banksy il tutto, che era impossibile che non sapessero e che per forza di cose abbiano voluto aiutare l’artista nella sua performance anche per guadagnare un vantaggio in una sorta di campagna pubblicitaria dalla quale avrebbero beneficiato anche rivendendo la stessa opera che ora sembra addirittura aver aumentato il proprio valore.

Ma cosa sappiamo riguardo come Sotheby’s  si è approcciata all’asta? Innanzi tutto si può dire che l’opera è stata presentata come “Autenticata da Pest Control”.
Pest Control è il servizio che gestisce i lavori di Banksy, la squadra che si occupa di verificarne l’originalità per evitare la proliferazione di falsi. Forse parte del loro lavoro di verifica include un’ispezione del lotto prima che questo venga messo all’asta… e magari qui si trova la chiave del mistero.

 

M. Mur

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