Anche se il Rinascimento può considerarsi ormai storicamente distante, ci sono tanti modi per farlo rivivere nel presente. Bill Viola dipinge su pellicola le opere che per secoli hanno affascinato il mondo, donandogli movimenti improvvisi che stravolgono il finale. Sperimentatore delle tecniche più avanzate di arte visiva, Viola ha sempre combinato l’avanguardia con la retrospettiva, unendo il passato col presente tramite il filo conduttore più potente a noi disponibile: la vista. Le prime esperienze nel centro di ricerche della Sony (1981), gli permisero di esplorare a fondo le tecnologie che in quegli anni si affacciavano sul mercato. Tutto ciò però da un punto di vista privilegiato, ossia del produttore e creatore dei mezzi stessi. Per questo alla sola età di trent’anni riuscì a confermarsi nel mondo artistico contemporaneo attraverso la mostra personale Buried, esposta presso la biennale di Venezia, il quale rappresenta tutt’oggi uno dei palcoscenici più importanti al mondo. L’espressione artistica di Viola non conosce sosta, mostrando più sfaccettature della sua personale interpretazione del presente che si combina con gli elementi del passato. Non mancano le ispirazioni a sfondo mistico-religioso che si interfacciano con la ricerca del concetto di estetica, il quale ha attraversato tutte le epoche storiche lasciando un segno indelebile nell’espressione artistica.

Bill Viola: “Emergence” (2002) © Bill Viola

 

L’opera Emergence, ad esempio, è la sublimazione del Rinascimento artistico più elevato, con evidenti richiami alle opere di Leonardo Da Vinci e Raffaello, che prende forma nella sua compostezza più assoluta. Grazie all’utilizzo sapiente della tecnica di slow-motion, il quadro immobile prende lentamente vita: nella grande vasca in marmo posizionata al centro della scena, appare un giovane che, emergendo, rivela tutta la sua fragilità di fronte all’ignoto. Il mondo al di fuori della certezza, rappresentata qui dall’enorme vasca, è comunque reso più sicuro dalla presenza materna e affettiva, entrambe ai piedi dell’altare pronte ad accoglierlo tra le braccia, proprio come il Cristo nella Pietà di Masolino. 

Bill Viola, The Raft, May 2004, Video/sound installation © Bill Viola

 

I capolavori di Viola nella loro modernità non restano legati ad un tempo definito, ma trascendono il presente e si proiettano nel futuro estetico. Una delle dimostrazioni più evidenti, intitolata Raft, racchiude alla perfezione due momenti apparentemente distanti che però rivelano essere complementari nella visione complessiva dell’essere umano. Il video si apre nella calma più estrema, con un gruppo di figuranti intenti ai loro mestieri e pensieri. All’improvviso un forte getto d’acqua viene proiettato in scena dal lato sinistro, rompendo la quiete e sconvolgendo l’ordine bucolico ritrovato all’inizio della proiezione. Raft rappresenta l’umanità moderna analizzandone le varie caratteristiche: dalla diversità etnica a quella estetica, dalla fragilità emotiva nei confronti dello sconvolgimento dell’ordine alla resistenza al cambiamento, caratteristica insita nella natura umana. La natura, infine, resta una delle protagoniste più indiscusse della video-rappresentazione, in quanto viene esposta come soggetto principe attraverso l’essere umano, e come elemento di devastazione della specie, di sconvolgimento del prestabilito. Se non fosse, in ogni caso, che l’acqua resta l’elemento naturale essenziale per la sopravvivenza umana, che quindi non indietreggia davanti anche alla sua devastazione perché consapevole che, nonostante tutto, è da proprio da lei che noi, in quanto genere umano, dipendiamo.  

Martha Pulina

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