Una forza dirompente di sfumature, un’esplosione di colori, a volte anche contrastanti tra di loro, movimento ed energia, spontaneità e regola, dinamismo e controllo. Sono queste le sensazioni che si provano guardando le opere di Katrin Fridriks. Nella sua arte c’è tutta la forza dirompente della natura, in particolare dell’Islanda, sua terra d’origine. Ogni opera della Fridriks richiama alla mente l’immensità della natura: panorami cosmici, paesaggi lunari, stratificazioni geologiche, terreni spaccati dalla siccità.

Katrin Fridriks ©

 

L’osservatore ammirando le sue opere percepisce la piccolezza dell’uomo di fronte alla vastità del mondo; è come se i colori, mossi da una forza sovrannaturale, uscissero dalla tela per invadere il mondo circostante, proprio come le forze delle natura. L’obbiettivo principale è quello di trovare un punto di incontro tra gli opposti, così da generare una vera e propria esplosione emotiva nell’animo dell’osservatore. La vitalità è ulteriormente accentuata dall’accostamento di colori brillanti e contrastanti.

Katrin Fridriks ©

 

Katrin Fridriks, Rising awakening beauty swandance (diptych), 2015, 100 x 200 +5cm

 

Katrin Fridriks gioca molto anche sulla contrapposizione tra macro e micro: in Noble Awareness & Spirits, (acrilico su tela di 150×150 cm), opera molto grande, alcuni dettagli sono percepibili solo da distanza molto ravvicinata. Un altro elemento importante nel suo lavoro è il legame con la Land art. Le sue creazioni pittoriche, infatti, si trovano spesso integrate all’interno d’installazioni che superano i limiti della pittura tradizionale.

Katrin Fridriks, Cosmika, painted sand rock, 2004

 

Katrin Fridriks, Code DNA and munition, installation, 2008, 170 x 170 x 170 cm

 

Nel corso degli anni, Fridriks ha sviluppato un modo unico di esibirsi con la tela.  Tra le tecniche che utilizza c’è quella definita “full macro”:  consiste nel versare strati diversi di vernici su una tela inclinata utilizzando la gravità per lasciare che questi fluiscano naturalmente sul tessuto e, sfruttando le diverse proprietà elastiche dei materiali che usa, è in grado di creare un set che assomiglia a un paesaggio. L’artista infatti esordisce dicendo: “Li chiamo serie Dreamliner, dal punto di vista tecnico le linee appaiono più veloci a seconda dell’angolo di inclinazione della tela (60-90 °).” Per Katrin Fridriks è impossibile concepire un’opera se corpo e mente non fluiscono come un’unica e indistinta entità; oltre a questo per realizzare al meglio le forze dirompenti ritratte nei suoi quadri, si sottomette alle nozioni di controllo e casualità. La magia dell’arte si manifesta, in un intervallo di pochi secondi, quando il colore scivola sulla tela, concretizzando così l’intera galassia di colori e di dettagli immaginata nella mente dell’artista. 

Giulia Venturini

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