STEVE SABELLA: WAVELENGTHS

Metroquadro, Torino / Corso San Maurizio 73/F, TORINO

fino al 28 giugno 2018 – Orario: mar – sab 16 -19

Prossimi appuntamenti Steve Sabella a Torino:

6 giugno h 18 – 20: Metroquadro – incontro col pubblico

7 giugno h 18: MUSEO ETTORE FICO Via Cigna 114

Unlocking Visual Codes:

proiezione del video “In The Darkroom with Steve Sabella” + artist talk

 

Steve Sabella On Earth I, 2018, Lightjet on aluminum and Diasec, 90 x 100 cm, ed of 6

 

La galleria Metroquadro di Torino ospiterà la prossima mostra personale del pluripremiato artista internazionale Steve Sabella, nato a Gerusalemme, Palestina e residente a Berlino dal 2010. Sabella ritorna a metroquadro con “Wavelengths”, una costellazione di foto-collage che include una nuova serie: “On Earth”. Dopo la sua prima mostra in Italia “Eyes from Jerusalem” al Museo di Roma in Trastevere (2002), Sabella ha esposto in “Nel Mezzo del Mezzo” at Museo Riso (Palermo, 2015, curata da Christine Macel, Marco Mazzini e Bartomeu Mari), nella retrospettiva “Archaeology of the Future” presso il Centro Internazionale dir Fotografia Scavi Scaligeri (Verona, 2014), e in “Gates of the Mediterranean” a Palazzo Piozzo (Rivoli, 2008, curate da Martina Corgnati). La mostra “Wavelengths” si svolge nell’ambito della prima edizione di “Fo.To – Fotografi a Torino”, manifestazione promossa dal Museo Ettore Fico dal 3 maggio al 29 luglio.

Steve Sabella Metamorphosis I, 2012, Lightjet on aluminum and Diasec, 160 x 160 cm, ed of 6

 

Fin dalla metà degli anni ’90 Sabella ha spinto il mezzo fotografico ai suoi limiti. Le sue sperimentazioni coi processi in camera oscura e composizione digitale, assieme alle sue decise reazioni ai pressanti conflitti politici degli ultimi decenni, gli hanno riconosciuto una reputazione internazionale. La critica lo ha collocato in una schiera di artisti contemporanei di riconosciuto calibro, del mondo arabo ed oltre, che parlano un linguaggio visivo sia locale che globale. I lavori in “Wavelengths” ridisegnano la mutevole linea tra individuale e collettivo, familiare ed estraneo, persino tra fotografia e pittura. Spesso partono da fotografie della vita di tutti i giorni. Ricomponendo, ribaltando e sezionando digitalmente queste immagini, i fotomontaggi di Sabella realizzano un’alchimia sul mondo visibile: in “Metamorphosis” (2012), oggetti statici vengono alienati, creando composizioni che mettono in circolo forme e colori come in un modello di moto delle maree.

Steve Sabella Sinopia IV, 2014, Lightjet on aluminum and Diasec, 60 x 270 cm, ed of 6

 

La serie “Sinopia” (2012) vede il Bahrein ricomposto attraverso gli occhi dell’artista: graffiti politici dipinti a spray e la loro censura da parte delle autorità sono ricomposti in un concerto luminoso; lo skyline della capitale Manama è ripreso con una panoramica a 360 gradi e appiattita nella forma di una onda sonora. Sabella ha poi trasposto questa onda sonora in frequenze audio e commissionato l’ensemble jazz The Khoury Project la composizione e l’esecuzione di “The Voice of Manama”, che accompagna la visione dell’opera. I lavori di “On Earth” (2018) vacillano tra il figurativo e l’astratto. Da una distanza, appaiono come composizioni ritmiche di tavolozze di terra, acqua e carne.

Steve Sabella On Earth III, 2018, Lightjet on aluminum and Diasec, 90 x 100 cm, ed of 6

 

Avvicinandosi, si nota che i collage sono popolati di scene, fuse insieme da fotografie che Sabella ha scattato nei suoi viaggi. Eppure, c’è qualcosa di alieno in queste immagini del nostro pianeta. La loro profondità e prospettiva pittorica segue la logica di un sogno, portando diversi riferimenti temporali. Come mondi fluttuanti tra pittura e fotografia, il loro linguaggio visuale è allo stesso tempo storico e contemporaneo – una zattera di plastica multicolore galleggia assieme a Ninfe in un paesaggio paradisiaco; un viaggiatore solitario sembra vagare su Marte o l’antica Sparta. Questi collage riproducono il nostro mondo in un modo assieme familiare ed alieno, contenendo molti livelli ed innumerevoli connotazioni. Sabella lascia allo spettatore il viaggiare attraverso i loro panorami ancora non visti, e possibilmente scoprire un nuovo dettaglio, una lettura più profonda, in ciascun viaggio.

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