ERWIN OLAF: Aesthetic addiction - XIBT Contemporary Art Mag

Per quanto risulti impossibile definire con un solo aggettivo lo stile del fotografo olandese (classe 1959), l’esigenza per la cura estetica è sicuramente il marchio di fabbrica più evidente dei suoi lavori. Nato a Hilversum ma residente ad Amsterdam, Erwin Olaf ha compiuto i propri studi presso la scuola di giornalismo di Utrecht cominciando in tal contesto ad interessarsi più specificatamente al fotogiornalismo. Deciso ad addentrarsi nel mondo della fotografia, è nel 1988 che emerge sulla scena internazionale vincendo il Young European Photographer of the Year Award con la serie “Chessmen”, seguito da una mostra al Ludwig Museum di Colonia. Nel 1987 ha iniziato a dedicarsi anche ad un altro medium, il film, che da allora non ha più abbandonato, utilizzandolo anche come complemento dei propri lavori fotografici.

Erwin Olaf, Self Portrait, Tar & Feathers I & II, 2012

 

I primi lavori rivelano un’attenzione particolare nei confronti di scottanti temi sociali, esplorando il mondo degli esclusi e focalizzando il proprio inconscio ottico sul razzismo e l’omosessualità. L’eco del suo potenziale estetico si è espansa a tal punto da richiamare l’attenzione dei marchi più prestigiosi di tutto il mondo, ed il fotografo ha iniziato a realizzare lavori pubblicitari parallelamente a quelli personali. Il dualismo tra gli scatti impegnati e quelli più frivoli del mondo della moda gli ha comunque concesso, senza reticenza alcuna, di farne denuncia con la serie “Fashion Victims” del 2000, in cui appaiono modelle nude con il volto coperto da borse di marchi come Chanel, Louis Vuitton e Gucci. L’attenzione per la cura di ogni minimo dettaglio fa delle sue fotografie delle messe in scena in cui nulla è lasciato al caso, soprattutto lo studio della luce, che insieme alla semplicità della composizione, è uno dei punti cardine del modus operandi del fotografo; ha infatti preso ampio spunto dalle opere di Vermeer, dalle nature morte della pittura olandese del XVI e XVII secolo, e da Caravaggio, come nel lavoro “Laboral Escena”, omaggio alla “Cena in Emmaus” del Merisi conservata alla National Gallery di Londra.  

Erwin Olaf, Berlin Stadtbad Neukölln – 23rd of April, 2012

 

Erwin Olaf, Mature, 1999 – Cindy C., 78

 

Erwin Olaf, the gym

 

Erwin Olaf, The Ice-Cream Parlour 2004

 

Acclamato come uno dei fotografi più celebri della scena contemporanea, deve la sua fama a numerose collaborazioni con le più importanti istituzioni del mondo dell’arte, quali il George Eastman Museum di New York, lo Shanghai Center of Photography, il Museu da Image e do Som di San Paolo, il Santiago Museum of Contemporary Art, Vogue, Louis Vuitton, ed il Rijksmuseum di Amsterdam, con il quale ha collaborato nel 2016 alla realizzazione della mostra “Catwalk” anche con un video promozionale ed una campagna pubblicitaria. Vincitore di innumerevoli premi, nel 2013 ha vinto il concorso in Olanda per ridisegnare le monete dell’Euro, in circolazione dal 2014. Fervente ammiratore della mentalità di Andy Warhol e Jeff Koons, il suo lavoro fotografico surreale, audace, provocativo, drammatico ed inquietante, verrà celebrato nel 2019 in occasione dei festeggiamenti per il suo sessantesimo compleanno al Gemeentemuseum The Hague, e con la pubblicazione di una monografia a cura delle edizioni Hannibal, Aperture, Xavier Barral e Prestel.

Dolores Pulella

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