TRANSFORMER #1 / Devis Venturelli - Primitive Paradise / RIBOT Gallery

TRANSFORMER #1 / DEVIS VENTURELLI – PRIMITIVE PARADISE / a cura di Fabio Carnaghi

22 maggio – 15 giugno 2018 / RIBOT Gallery Milano

Devis Venturelli, Unframed, 2018 video installation

 

TRANSFORMER è un osservatorio che permette di guardare oltre i confini dello spazio e del tempo espositivi. RIBOT apre a dinamiche non convenzionali nelle sue esperienze mostrative. Il giorno e la notte, insieme alle potenzialità di una visibilità 24 ore su 24 grazie alle vetrine della galleria, divengono scenario di mostre cangianti che rivelano la trasversalità di una fruizione alternata dai ritmi di luce e buio.

Devis Venturelli, Unframed, 2018 video installation

 

TRANSFORMER è dunque un attivatore di nuove prospettive in cui mostrare non è atto perentorio ma fenomeno multiforme e generativo. Il progetto si inserisce come incursione estemporanea nella programmazione consueta della galleria in cui gli eventi saranno fruibili giorno e notte secondo il programma della rassegna. RIBOT presenta, come primo appuntamento di TRANSFORMER, Primitive Paradise a cura di Fabio Carnaghi, mostra personale dell’artista Devis Venturelli (Faenza, 1974, vive e lavora a Milano), che presenta una selezione di opere inedite caratterizzate da un approccio multidisciplinare che spazia dall’installazione di opere in tessuto fino alla video arte.

Devis Venturelli, Primitive Paradise, installation view at RIBOT

 

Devis Venturelli, Primitive Paradise, installation view at RIBOT

 

Devis Venturelli, Primitive Paradise, installation view at RIBOT

 

Devis Venturelli, Primitive Paradise, installation view at RIBOT

 

La pratica artistica di Devis Venturelli si riferisce ad un interesse peculiare per l’architexture, ovvero per le relazioni tra architettura costruita e forma libera, focalizzando la sua ricerca nello spazio interstiziale che si colloca tra durevolezza e temporaneità, tra rigidità e malleabilità, tra controllo e imprevedibilità. Primitive Paradise si sviluppa attorno alla suggestione ideale di una caverna mitica e ancestrale, laddove un arcaico istinto alla pareidolìa, ovvero alla proiezione illusoria subcosciente di forme note su oggetti e profili osservati, suggerisce immagini spontanee, dettate dal movimento. L’immaginario cinematico dell’artista assimila il linguaggio filmico a quello scultoreo, costituiti della stessa materia tissurale. In galleria sono presenti due serie di lavori realizzati con oggetti rivestiti da superfici tensive in elastam dalle vive tonalità cromatiche.

Devis Venturelli, Unframed, 2018 video installation

 

La serieGraffiti riporta all’istintualità della forma che cita istoriazioni parietali in una caverna paleolitica. La serie Rainbow Pieces sperimenta la pratica di contatto tra gli oggetti che diviene strutturale nel riferimento architettonico alla tipologia dell’arco, a partire dalla conformazione dell’arcobaleno. Infine, nel video Unframed la città, leitmotiv nella ricerca dell’artista, è osservata dall’interno di una nebulosa nera, fluttuante, cavernosa, misteriosa. Come nelle profondità di una caverna primordiale appare la visione dall’alto di frammenti urbani riuniti in un collage-city in forma di video. La superficie è pelle, membrana, patina, tessuto, schermo, proiezione a ribadire la procedura sartoriale che Venturelli adotta per la scultura quanto per il video, in un univoco linguaggio espanso.

Dove: RIBOT – arte contemporanea Via Enrico Nöe 23 – Milano

orario: da martedì a venerdì / dalle ore 15 alle ore 19.30 sabato dalle ore 11.30 alle ore 18.30
anche su appuntamento / visione notturna dalle 21

 

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