Contrasti analogici: L’arte di Jean Paul Bourdier
Jean Paul Bourdier

Fotografando esclusivamente in analogico, Jean Paul Bourdier si conferma come uno dei fotografi contemporanei che più gioca coi colori e con le forme della realtà. Non viene così impresso alcun ritocco digitale ai contrasti di colore che naturalmente si stagliano nel paesaggio. Protagonista della collezione fotografica “Bodyscape” è il corpo umano che con le sue linee si interseca e confonde con la natura circostante.

Jean Paul Bourdier, the other side

 

I paesaggi scelti per realizzare gli scatti sembrano appartenere ad un mondo lunare, certamente disabitato dalla quella massa umana che interrompe il dialogo con il sé e il mondo. Dal deserto dell’Arizona alle Piramidi d’Egitto, ogni angolo della terra più incontaminato e spettacolare viene scelto come set per dare vita ad un nuovo dialogo artistico. You and I è una delle opere più affascinanti che offre una doppia prospettiva del corpo femminile, lasciandolo esplorare nella sua delicatezza attraverso le tonalità del lilla. Twice of one self, invece, racconta un contrasto a metà con la natura nel corpo di una fanciulla adagiato lateralmente su un bianco irreale. I colori del corpo si rendono metafora di dolore e passione segnandone ogni angolo, mentre il braccio proteso verso il cielo disturba la linearità del paesaggio protendendosi allo stesso tempo verso l’infinito incerto. Non resta che l’ultimo e più essenziale legame con la fonte di vita, quell’acqua dove il viso trova ristoro specchiandosi narcisisticamente. 

Jean Paul BourdierJean Paul Bourdier, You and I

 

Jean Paul BourdierJean Paul Bourdier, Twice of one self

 

Il tema dell’acqua viene ripreso anche in Couple Mirage. Qui, due corpi argentati di uomo e donna si uniscono e confondono al medesimo tempo con il prezioso liquido blu che funge da così da censore pudico di quest’unione, e da spazio privato per la passione dei due amanti. Anche i colori entrano nella scena con un ruolo preponderante. L’argento dei corpi si riflette nelle pieghe dell’acqua, i capelli rossi invece rompono la linearità del blu dominante lo spazio, e gli occhi immobili sull’altro chiudono un cerchio di grandi contrasti e sinuosità, sia tangibili che solo immaginabili. “Le fotografie – afferma Bourdier – mirano alla nostra libertà interiore, all’humor dietro i predicamenti della nostra vita, alla capacità di abbracciare l’ignoto o all’unione della nostra mente e corpo e tra noi stessi e l’ambiente circostante”.

Jean Paul Bourdier, Couple Mirage

 

Jean Paul Bourdier, Leap into the blue

 

Jean Paul Bourdier, Leap into the blue

 

Jean Paul Bourdier, Leap into the blue

 

Il contrasto dei colori come unione spirituale e fisica del corpo con ciò che lo circonda. L’orizzonte delle immagini è proiettato verso l’infinito cancellando la percezione dello spazio e del tempo, mentre i corpi mostrano giochi e sdoppiamenti quasi inconsci con un senso di salvezza che vuol sottrarre il corpo stesso al suo destino. Non deve esserci forzatamente una caduta, quanto piuttosto una rinascita attraverso nuove forme e colori.

Jean Paul Bourdier, Body of wind

 

Jean Paul Bourdier, Somnambulists

Ed è qui, in questa possibilità, che si concretizza la scelta umana, sempre protesa ripetitivamente verso le stesse azioni, in un loop temporale che si avvicina alla quotidianità della vita. L’artista francese continua a viaggiare per il mondo alla ricerca del palcoscenico perfetto per le sue opere, così da lasciare il progetto “bodyscape” sempre in divenire.

Martha Pulina 

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