Il corpo con le Ali, in mostra alla galleria Futurism&co di Roma (fino al 30 Aprile 2018), indaga – attraverso la fotografia di Muybridge, il disegno futurista, la performance e la sua documentazione/ricomposizione –  gli sviluppi del moto, nella sua ricostruzione, sequenzialità, narratività e trasfigurazione del soggetto dinamico, in rapporto con la sua documentazione e traccia, in una rilettura delle metodologie compositive. In mostra, 18 fotografie di Eadweard Muybridge, 30 disegni futuristi e la documentazione pittorica e fotografica della performance Black Priest dell’artista tedesco Dirk Baumanns.  Della performance, eseguita nel 2017 presso l’Atelier Montez di Roma, resta testimonianza e traccia in una ri-composizione a parete negli spazi della galleria, nella quale fotografie e tracce della stessa, con nuovi disegni di Baumanns – ricavati da Gio Montez – dialogano con i movimenti in successione degli scatti di Muybridge ed il “movimento” futurista. È il curatore stesso, Giancarlo Carpi a ricordare  Assistetti alla performance di Baumanns e mi ricordo che l’uso dei copertoni di automobile, in un rapporto carnale in chiave di body art, mi fece pensare al futurismo, proprio a partire dal tema”. Black Priest declina il tema del post-umano in chiave di metamorfosi futurista e questa documentazione/ricomposizione relazionale appare come impronta del moto del corpo dell’artista che pur fuori di sequenzialità narrativa allude allo sviluppo del movimento, come si ripetesse nella ricomposizione stessa della sua traccia, ora nel supporto, ora sulla parete – spostando verso l’interpretazione, nella sua analogia alla ricomposizione fotografica del movimento, la ricostruzione del moto nel fotografo inglese. Carpi evidenzia infatti come questa antropometria sia visibile in Muybridge, nella sua “scomposizione/ricostruzione sequenziale ma singolarmente bloccata” in relazione alla documentazione dello sviluppo del moto del soggetto, qui come traccia della realtà sulla pellicola, in Baumanns l’impronta del corpo sulla tela.

Eadweard Muybridge, Animal Locomotion (10 Sport Studies) plate 315, 1887 collotipo originale, 48,3 x 61 cm

 

Dirk Baumanns – Gio Montez / Installazione Black Priest

 

L’elemento dei copertoni, l’oggetto associato al dinamismo, che precedentemente avevano dipinto il corpo dell’artista, lasciando la propria impronta sulla tela vi imprimono un corpo trasfigurato in macchina, richiamando la Marinettiana “vita della materia” attraverso la negazione dell’umano, degli incontri tra umano e materia che gli artisti futuristi compivano fotografandosi insieme agli oggetti. La gestualità della composizione intensifica poi il dinamismo dell’immagine accostandosi ancor più alla foto-performance futurista.

Dirk Baumanns performance, Atelier Montez, Roma

 

Tra i lavori di maggiore interesse storico, Piedigrotta Uomo in corsa + rumore + linea di velocità + luci + suono, 1913-15 di Giacomo Balla, esposto per la prima volta il 10 aprile del 1917, nel ridotto del Teatro Costanzi di Roma, in occasione della mostra della collezione di Léonide Massine, coreografo e danzatore dei Balletti Russi di Djaghilev – evento in concomitanza del quale andava in scena Feu d’artifice di Stravinskij, con la scenografia di Balla.

Giacomo Balla Piedigrotta. Uomo in corsa + rumore + linea di velocità + luci+ suono, 1913-15

 

Dello stesso è esposto in mostra  uno degli studi per Dinamismo di un cane al guinzaglio. Mentre le diciotto tavole della serie Animal locomotion di Muybridge spaziano dai celebri studi sul movimento dei cavalli alle composizioni sugli sport ad altre incentrate sul quotidiano.

 

Alice Zucca

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