didattica-musealeL’arte, in tutte le sue forme, è il patrimonio dell’umanità. Questo patrimonio culturale, lasciatoci in eredità dagli artisti del passato, deve essere non solo tutelato, ma soprattutto valorizzato e reso fruibile. Solamente attraverso la promozione, divulgando la conoscenza del patrimonio artistico di un determinato territorio, si può far in modo che tale eredità non venga dispersa e che si continui a tramandare di generazione in generazione. Come farlo? Attraverso la didattica mussale. Per didattica museale si intende l’insieme delle metodologie adottate dalle istituzioni museali, o più in generale dagli enti culturali, per rendere accessibili a un più vasto pubblico ogni tipo di esperienza culturale. Per raggiungere l’obbiettivo bisogna ineluttabilmente sensibilizzare all’arte i più giovani: la scuola, quindi, gioca un ruolo fondamentale nell’educazione culturale, contribuendo alla formazione dei cittadini del futuro. Solamente attraverso un’adeguata collaborazione con la scuola, il museo può lavoretti-per-bambini-mani1auspicare al raggiungimento della funzione educativa che a esso concerne. L’esperienza conoscitiva che si fa in un museo, per quanto complementare a quella scolastica, ne è però differente: l’apprendimento è più individuale e soggetto a risposte disparate. Predisporre visite guidate dal personale specializzato, installare pannelli esplicativi, divulgare materiale informativo e organizzare attività di laboratorio dovrebbero essere funzioni principali di ogni museo. È inoltre ampiamente riconosciuto che il divertimento aumenta la motivazione ad apprendere. Affinché ci sia un’adeguata educazione museale bisogna, quindi, far sì che didattica e divertimento siano collegate tra loro, riconoscendo che apprendimento e godimento possono, o meglio devono, coesistere all’interno dello stesso procedimento educativo. L’educazione all’arte, o generalmente alla cultura, sembra perciò essere un principio fondamentale su cui basare il progresso della società nel suo insieme anche se questo, purtroppo, in Italia rimane un aspetto sottovalutato come dimostrano i recenti dibattiti sull’importanza o meno dell’insegnamento della storia dell’arte o la chiusura di diversi laboratori creativi all’iterno dei musei. Non resta dunque che sperare in un’inversione di rotta da parte delle nuove gestioni: affinché il patrimonio artistico riesca a mantenersi “vivo” per le generazioni future.

di Arianna Fiandra

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