Non solo Banksy. Street art e anonimato sono i segni distintivi anche del famoso duo Sten e Lex. Entrambi classe ‘82, Sten lui, romano, Lex lei, tarantina, sono tra gli artisti italiani di Urban Art più riconosciuti a livello internazionale. Hanno partecipato a importanti eventi come il Cans Festival di Londra nel 2008 e il Nuart Festival in Norvegia nel 2010, uno degli eventi di Street Art più importanti al mondo. I loro pseudonimi derivano da “stencil” e “legge”, in riferimento a due diversi aspetti del loro lavoro: il primo si riferisce alla tecnica usata, il secondo all’illegalità legata al mondo della street art. In questo microcosmo artistico l’anonimato è molto diffuso per ovvie ragioni e diventa la norma per chi ne fa parte. Nascondere la propria identità spesso è una strategia per fare marketing, ma serve anche a valorizzare l’opera d’arte, mettendo in secondo piano il suo esecutore. La fama di Sten e Lex è ormai affermata e le loro opere sono diventate parte del paesaggio di città come Londra, Parigi, Barcellona, New York e Roma. Proprio nelle strade della nostra Capitale iniziano i loro lavori nel 2001, diventando i pionieri della tecnica dello stencil ain Italia. La loro ricerca è in continua evoluzione: dal 2003 introducono innovazioni come la “Hole School” che applica la tecnica della mezzatinta allo stencil e cambia la percezione dell’osservatore, passando dall’astrazione alla figurazione a second della distanza assunta. Due anni dopo, a seguito di un arresto, interrompono la tecnica dello stencil e si dedicano alla pittura a pennello di enormi ritratti su fogli di carta velina che una volta attaccata al muro sembra diventi parte di esso. Il processo di decomposizione dell’opera effimera su poster influenzerà i loro progetti futuri; infatti a partire dal 2010 Sten Lex hanno cominciato ad utilizzare lo “Stencil Poster”: gli artisti incollano un poster sulla superficie, ritagliano parti della figura come in uno stencil e poi dipingono sopra alla matrice, infine strappano la carta facendo emergere la figura finale. Per interventi in esterno, la carta è rimossa in modo naturale e casuale dagli agenti naturali, perciò l’opera è in continua trasformazione e il suo svelarsi dipende dal ritmo atmosferico. Attraverso il processo distruttivo caratteristico di questa tecnica, gli aottico01rtisti superano i limiti imposti dallo stencil, una tecnica che in realtà limita la libertà di segno e la creatività. Paradossalmente gli artisti cancellano la carattersitica distintiva dello stencil, cioè la sua riproducibilità: una vota che la matrice viene distrutta il lavoro diventa unico e non può essere ricreato, proprio come l’unicità della vita. I loro lavori sono intrisi di questa linfa vitale che conferisce lo stesso rilevante valore a tecnica e processo, proprio come una metafora della vita in cui il viaggio e la destinazione hanno la stessa importanza. Nel 2015 i due artisti hanno esposto una personale dal titolo “Matrici Distrutte” alla Galleria Wunderkammern di Roma. Questa esposizione comprendeva, oltre alle opere su carta in edizione limitata, anche pezzi di legno e opere d’arte su lastre di metallo, evocanti sia quelle realizzate negli spazi pubblici che quelle poste a base di nuove idee per lavori futuri. Se qualcuno di voi si fosse perso questa meravigliosa mostra e volesse godere dei capolavori di questo grande duo di giovani artisti, non resta che addentrarsi per i quartieri di Roma. È possibile infatti ammirare da vicino le loro opere StenLex_5semplicemente passeggiando per le vie di Torpignattara (via Ciro da Urbino – via Baracca), o fermandovi a bere un caffè sulla terrazza del Macro in via Nizza, o all’interno del Foro Italico, o in zona Ostiense (via delle Conce). ll loro ultimo murale romano, realizzato a giugno di quest’anno, ricopre per metà l’edificio della stazione Ostiense, lato piazza 12 ottobre 1942. La nuova opera dal nome “Paesaggio Urbano VIII” è stata realizzata con l’ente Centostazioni FS, per il progetto “Stazioni d’artista”, che si avvale di artisti per riqualificare strutture che negli anni sono andate incontro al degrado, trasformandole in hub artistici. Non è una novità che la street art contribuisca alla valorizzazione di ambienti abbandonati o tralasciati, anzi sempre più spesso assistiamo a facciate di palazzi, piazze e muri che riprendono colore e vita grazie all’intervento di questi “invisibili” artisti (per noi, che quasi mai riusciamo a vederli in azione). Grazie ai social network, come Facebook ed Instagram, è possibile rimanere aggiornati sui nuovi progetti e sugli spostamenti di Sten e Lex, lasciando al nostro buon occhio e alla nostra curiosità l’occasione di scovarli.

di Lucrezia Sinigaglia

X